Refugees
I rifugiati politici provenienti da Eritrea, Somalia, Etiopia e Sudan arrivano a migliaia nel nostro paese ormai da diversi anni,
approdando sulle coste italiane del mezzogiorno. Ormai sono diventati un problema importante da gestire per il nostro Paese
dato l’alto numero di sbarchi ogni mese. La situazione per queste persone, scappate da paesi in guerra,vittime di carestie e malattie,
è molto grave. Vengono in Europa alla ricerca di una speranza di vita e la porta d’ingresso per il loro sogno è l’Italia,
che si affaccia sul mar Mediterraneo. La disperazione spinge queste persone ad affrontare lunghi viaggi, attraversando il deserto del Sahara
e il mar Mediterraneo in condizioni ai limiti della sopravvivenza.
Una volta giunti sulle nostre coste, avviene il terzo viaggio della speranza,
quello che li porta a vagare per la nostra penisola in cerca di un lavoro e di una casa.
Concesso l’asilo politico a queste persone da parte del nostro Paese in base alla Convenzione di Ginevra,
le leggi li obbligano a non abbandonare l’Italia, registrando le impronte digitali nella banca dati della Polizia di Stato
Il loro viaggio si conclude nelle nostre principali città, ma spesso, come accade a Milano,
le istituzioni non sono in grado di dare loro una dignitosa condizione di vita. Non riescono a trovare lavoro,
di conseguenza una casa dove poter vivere pagando un affitto, ricevere un’istruzione scolastica.
Oggi il problema dei rifugiati politici di Milano non è molto sentito, sgomberati da uno stabile in disuso a Bruzzano,
ora dormono sui marciapiedi di alcune piazze e vie della città a ridosso del centro storico, tra Porta Venezia e Piazzale Oberdan.
Mangiano alla mensa della Caritas di San Francesco, solo una volta al giorno.
Si possono lavare ogni quindici giorni, con un controllo registrato su una tessera magnetica.
I fortunati giunti in questi anni in Italia vivono in mezzo alla strada da troppo tempo.
In diverse occasioni hanno manifestato per le vie del centro chiedendo il riconoscimento dei propri diritti come rifugiati politici,
condizione garantita in tutti i Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Ginevra, proprio come l’Italia, la quale però non sembra rispettarla pienamente.